Per decenni, l’industria immobiliare residenziale ha obbedito a un dogma architettonico intoccabile: la planimetria basata sulla famiglia nucleare. Una grande camera padronale per i genitori, e una o due stanze più piccole per i figli.
Oggi, però, i dati demografici ci dicono che i tassi di matrimonio sono ai minimi storici, la solitudine urbana è considerata un’emergenza sanitaria e l’acquisto di una casa singola è un miraggio finanziario per milioni di under 40.
La a questo fenomeno sono i Platonic Life Partners. Amici – non partner – che decidono di diventare una famiglia per scelta, unendo i capitali per comprare casa o affittare a lungo termine insieme.
Non stiamo parlando di studenti universitari che si dividono un appartamento in affitto, ma di professionisti adulti, medici, creativi e manager che co-investono nel mattone.
Questo fenomeno sta mandando, ovviamente, in crisi l’architettura tradizionale perché questo nuovo stile di vita implica una suddivisione interna degli spazi completamente diversi da quelli richiesti da una famiglia.
Per intercettare questa nuova, immensa fetta di mercato, gli sviluppatori immobiliari più visionari stanno inaugurando la stagione del Platonic Real Estate, basando i loro progetti sul concetto di Equal-Suite Housing o Masterless Homes.
I nuovi progetti residenziali e le grandi riqualificazioni stanno, quindi, eliminando le stanze singole a favore di 3 o 4 suite perfettamente identiche per metratura.
Ogni camera è un micro-appartamento indipendente: insonorizzazione da studio di registrazione, bagno privato di lusso e cabina armadio. Intorno a queste suite paritarie si sviluppano ancora una volta enormi spazi comuni condivisi – grandi living, cucine da chef, terrazze – che i singoli proprietari non potrebbero mai permettersi da soli.
È la fine della famiglia tradizionale come unico target del Real Estate, e l’inizio di un mercato che costruisce spazi per la comunità scelta.
La scale-up belga Cohabs, diventata un colosso europeo e sbarcata anche negli Stati Uniti, ha costruito il suo intero modello di business su questo trend: non costruiscono palazzoni, ma acquisiscono enormi case storiche e palazzi d’epoca (che una singola famiglia moderna non comprerebbe mai per via dei costi di gestione) e ne sventrano le planimetrie creando residenze di altissimo livello basate sul modello Equal-Suite per giovani professionisti. Offrono flessibilità dimostrando che c’è un mercato disposto a pagare un premium price altissimo per vivere in tribù senza rinunciare alla privacy.
Per decenni, l’industria immobiliare residenziale ha obbedito a un dogma architettonico intoccabile: la planimetria basata sulla famiglia nucleare. Una grande camera padronale per i genitori, e una o due stanze più piccole per i figli.
Oggi, però, i dati demografici ci dicono che i tassi di matrimonio sono ai minimi storici, la solitudine urbana è considerata un’emergenza sanitaria e l’acquisto di una casa singola è un miraggio finanziario per milioni di under 40.
La a questo fenomeno sono i Platonic Life Partners. Amici – non partner – che decidono di diventare una famiglia per scelta, unendo i capitali per comprare casa o affittare a lungo termine insieme.
Non stiamo parlando di studenti universitari che si dividono un appartamento in affitto, ma di professionisti adulti, medici, creativi e manager che co-investono nel mattone.
Questo fenomeno sta mandando, ovviamente, in crisi l’architettura tradizionale perché questo nuovo stile di vita implica una suddivisione interna degli spazi completamente diversi da quelli richiesti da una famiglia.
Per intercettare questa nuova, immensa fetta di mercato, gli sviluppatori immobiliari più visionari stanno inaugurando la stagione del Platonic Real Estate, basando i loro progetti sul concetto di Equal-Suite Housing o Masterless Homes.
I nuovi progetti residenziali e le grandi riqualificazioni stanno, quindi, eliminando le stanze singole a favore di 3 o 4 suite perfettamente identiche per metratura.
Ogni camera è un micro-appartamento indipendente: insonorizzazione da studio di registrazione, bagno privato di lusso e cabina armadio. Intorno a queste suite paritarie si sviluppano ancora una volta enormi spazi comuni condivisi – grandi living, cucine da chef, terrazze – che i singoli proprietari non potrebbero mai permettersi da soli.
È la fine della famiglia tradizionale come unico target del Real Estate, e l’inizio di un mercato che costruisce spazi per la comunità scelta.
La scale-up belga Cohabs, diventata un colosso europeo e sbarcata anche negli Stati Uniti, ha costruito il suo intero modello di business su questo trend: non costruiscono palazzoni, ma acquisiscono enormi case storiche e palazzi d’epoca (che una singola famiglia moderna non comprerebbe mai per via dei costi di gestione) e ne sventrano le planimetrie creando residenze di altissimo livello basate sul modello Equal-Suite per giovani professionisti. Offrono flessibilità dimostrando che c’è un mercato disposto a pagare un premium price altissimo per vivere in tribù senza rinunciare alla privacy.