C’è un bene che sta diventando raro e prezioso: il silenzio.
Nell’era dell’iper-connessione, delle notifiche costanti e dello smart working che ha invaso le mura domestiche, la stanchezza e il burnout è alle stelle.
L’industria del turismo sta registrando un’impennata di richieste per il cosiddetto Quiet Travel. I viaggiatori più esigenti non cercano più resort caotici con mille attività, ma luoghi in cui sperimentare il lusso estremo della disconnessione totale.
Di pari passo, l’Europa sta affrontando un enorme problema immobiliare legato alla secolarizzazione: centinaia di monasteri, abbazie ed eremi si stanno svuotando.
Parliamo di strutture immense, isolate, dal valore architettonico inestimabile ma con costi di manutenzione insostenibili per le curie. L’incontro tra questi due fenomeni ha generato un filone di riuso affascinante: la trasformazione di complessi religiosi in Santuari Laici per l’ospitalità.
La logica di sviluppo immobiliare qui è quasi paradossale: si investe per sottrarre. Cosa significa concretamente? Non si installano schermi piatti o Wi-Fi ad alta velocità. Le vecchie celle dei monaci vengono restaurate in modo filologico, mantenendo dimensioni ridotte e arredi essenziali: il cosiddetto lusso monastico.
Gli immensi refettori diventano spazi per pasti vegetariani consumati in rigoroso silenzio, mentre i chiostri si trasformano in aree per la meditazione.
Insomma, il Real Estate impara a monetizzare l’assenza di stimoli, trasformando edifici storici complessi in asset capaci di generare marginalità elevatissime, attraendo manager e creativi in cerca di decompressione.
Un capolavoro assoluto in questo ambito è Eremito – Hotelito del Alma, in Umbria.
Nato dal recupero di un antico eremo del XIV secolo abbandonato in una valle inaccessibile, è stato trasformato in un eco-resort unico nel suo genere.
Dispone di camere singole ispirate alle celle dei padri eremiti, nessuna connessione internet, cene a lume di candela in silenzio e canti gregoriani. Più che un hotel, un’esperienza mistica che registra tassi di occupazione straordinari da parte di una clientela internazionale
C’è un bene che sta diventando raro e prezioso: il silenzio.
Nell’era dell’iper-connessione, delle notifiche costanti e dello smart working che ha invaso le mura domestiche, la stanchezza e il burnout è alle stelle.
L’industria del turismo sta registrando un’impennata di richieste per il cosiddetto Quiet Travel. I viaggiatori più esigenti non cercano più resort caotici con mille attività, ma luoghi in cui sperimentare il lusso estremo della disconnessione totale.
Di pari passo, l’Europa sta affrontando un enorme problema immobiliare legato alla secolarizzazione: centinaia di monasteri, abbazie ed eremi si stanno svuotando.
Parliamo di strutture immense, isolate, dal valore architettonico inestimabile ma con costi di manutenzione insostenibili per le curie. L’incontro tra questi due fenomeni ha generato un filone di riuso affascinante: la trasformazione di complessi religiosi in Santuari Laici per l’ospitalità.
La logica di sviluppo immobiliare qui è quasi paradossale: si investe per sottrarre. Cosa significa concretamente? Non si installano schermi piatti o Wi-Fi ad alta velocità. Le vecchie celle dei monaci vengono restaurate in modo filologico, mantenendo dimensioni ridotte e arredi essenziali: il cosiddetto lusso monastico.
Gli immensi refettori diventano spazi per pasti vegetariani consumati in rigoroso silenzio, mentre i chiostri si trasformano in aree per la meditazione.
Insomma, il Real Estate impara a monetizzare l’assenza di stimoli, trasformando edifici storici complessi in asset capaci di generare marginalità elevatissime, attraendo manager e creativi in cerca di decompressione.
Un capolavoro assoluto in questo ambito è Eremito – Hotelito del Alma, in Umbria.
Nato dal recupero di un antico eremo del XIV secolo abbandonato in una valle inaccessibile, è stato trasformato in un eco-resort unico nel suo genere.
Dispone di camere singole ispirate alle celle dei padri eremiti, nessuna connessione internet, cene a lume di candela in silenzio e canti gregoriani. Più che un hotel, un’esperienza mistica che registra tassi di occupazione straordinari da parte di una clientela internazionale.